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Mario Messineo

Mi chiamo Mario Messineo, sono nato nel 1974 a Milano da dove mi sono allontanato per la prima volta approfittando del programma Erasmus. Alla fine degli studi, in Normandia, al momento di scrivere la mia tesi di laurea in geografia culturale, di certo non immaginavo i luoghi dove negli anni successivi avrei vissuto, non immaginavo né Monaco di Baviera né Parigi. Non pensavo che avrei insegnato l’italiano ai Tedeschi, accolto gli Italiani all’ Ufficio Turistico di Digione in Francia e che poi un giorno avrei accompagnato i turisti di tutte le nazionalità a Firenze tra i quali quei Francesi e Tedeschi nella cui terra e cultura avevo vissuto per più di dieci anni. Ancora meno immaginavo che un giorno avrei scelto Firenze come città d’elezione per diventarne Guida Turistica.

 

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Proprio Firenze che per prima ode il canto di Dante, che fa rinascere gli Antichi e con loro l’uomo moderno, dove le arti le lettere la lingua risorgono; dove Masaccio impiega per la prima volta in pittura la prospettiva, da poco reinventata da Brunelleschi, Donatello rifiuta di vendere una sua opera a un mercante genovese perché quest’ultimo la valutava non secondo il suo valore estetico ma solo in base alle ore di lavoro necessarie per realizzarla, come se fosse il più banale dei manufatti; dove Leon Battista Alberti scrive che una pittura è una finestra aperta sul mondo e Leonardo abbondona il linearismo della tradizione locale ed esorta il pittore ad evitare le linee perché non esistono nella realtà. Dopo gli artisti sopra citati e l’espressione drammatica di Michelangelo l’arte a Firenze e nel mondo non è più stata la stessa.

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Ricordo ancora il momento di lasciare definitivamente Milano, le “acque annuvolate dalle nebbie“ (S. Quasimodo).  Dopo poco, nella prima riga della mia tesi di laurea, scrivevo una di quelle osservazioni generali da narratore omnisciente e saccente: “Geografia significa raccontare luoghi” e subito punto! Certo non sapevo allora che il mio ruolo di geografo sarebbe stato assolto un giorno dalla professione di guida turistica e che uno di quei luoghi ipotizzati sarebbe stato il più bello e affascinate che ci sia, la cui campagna è stata definita dallo storico francese Braudel “la più commovente del mondo”. E’, oggi in qualità di Guida Turistica di Firenze, mio compito raccontare questo luogo.
La mia sensibilità artistica è poi maturata per lo più a Parigi a contatto con gli artisti italiani del Louvre dove insieme al Museo d’Orsay ho esercitato, in qualità di pittore amatore, l’attività di copista. Nella capitale francese, ho avuto l’occasione di frequentare diversi studi di pittori e scultori locali per praticare dal vivo il disegno e la pittura della figura umana. Oltralpe, il richiamo costante alla tradizione del mio paese di origine mi è stato da stimolo per approfondire lo studio del Rinascimento a Firenze. Firenze è oggi la città dove tante e lontane culture si riuniscono e si ritrovano. Di queste culture, che compongono quel miracolo di mosaico del mondo dove viviamo e ci spostiamo, si nutre il mio lavoro di guida turistica. A tutti i visitatori di Firenze io dedico il mio impegno ringraziandoli di portare suprema meraviglia ed ammirazione alla città che, se oggi è al limitare degli scambi europei, fu un tempo la “novella Atene”. È Firenze, non per nascita ma per privilegio conseguito, la città dove – e di cui – io vivo.

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